Siamo felici di ospitare in Scighera la due giorni di Avanzi - Festival di Teatro, organizzato dalla compagnia teatrale QuintAssenza, che inizia con questo primo spettacolo del collettivo multidisciplinare Ex Anima.
Sulla scia della domanda che ha dato l’impulso a questo lavoro – ovvero che cosa significhi sentirsi a casa e che cosa significhi ricostruire la propria casa – due personaggi vengono incontro allo spettatore per invitarlo nel loro appartamento: uno studioso ossessionato dalle galline ed una donna fiaccata ed innervosita da continui spostamenti a cui è stata costretta. Il racconto di una giornata iniziata anzitempo a causa di un incubo notturno li porterà davanti ad una domanda capitale, ovvero che cosa ne hanno fatto della loro stessa casa.
Il linguaggio performativo di questo spettacolo, per quanto sia inseribile nel genere teatro fisico e assurdo, spazia da momenti dialogici a momenti danzati e di clownerie. In questo modo Aujourd'hui est le meilleur jour de ma vie si configura, fin dalle sue prime fasi di studio, come una partitura pensata per prendere in contropiede lo spettatore e condurlo nel salotto di una casa balcanica in un giorno di festa. È questa festa, alla quale lo spettatore è continuamente invitato, il cuore di questo spettacolo.
È il 1989 e Bruno Giordano, venticinquenne, lascia la Sicilia, saluta i propri genitori per poter concludere i suoi studi in giurisprudenza a Roma. È il 1994, Enkeleda Allajbe sale su un traghetto da Durazzo - con un figlio di 9 mesi e suo marito, Myrteza Xhani - diretto a Brindisi. Lei, a cui sarebbe andato bene chiunque, solo non un marito refugjat (trad. profugo), è partita con quella nave per seguirlo nella “terra promessa”. È il 2021, sono le 5.30 del mattino e alla Stazione di Milano, Francesco Giordano e Ivana Xhani, i rispettivi figli, salutano i genitori per andare a studiare a Parigi. L’inesistenza di un sistema di sostegno per i teatranti in Italia rende quasi impossibile poter vivere di questo mestiere. Oggi nessuno di noi abita nel luogo in cui è nato o cresciuto, nessuno è tornato a casa.
Come si fa a partire e come si fa a restare? Come fare a non sentirsi più stranieri nel posto in cui si arriva, ma neanche spaesati in quello in cui si ritorna? Il nostro lavoro racconta di chi è partito, fuggito, sradicato, ma anche di chi non si è mai mosso, non ha mai lanciato le gambe al di là del confine, chi è rimasto e ha amici lontani e forse ogni tanto guarda la propria città chiedendosi “ma sarà davvero questa casa mia”? La domanda, in fondo, è per tutti la stessa: “quanto manca per tornare a casa?”. Dedicato ai più di 70 mila giovani italiani che ogni anno emigrano. Figli inquieti di genitori che da 40 anni impilano mattoni per far fronte alle sferzate di vento che sentono solo coloro che hanno accenti strani, diversi e che non sanno come si scrivono le parole che parlano, dove si richiede un documento o come si iscrive il proprio figlio a scuola.
Non si tratta di voltarsi indietro alla ricerca di uno sguardo nostalgico; la questione fondamentale è un’altra: come si ri-costruisce una casa? Che cosa significa sentirsi a casa?
Ex Anima è un collettivo multidisciplinare fondato nel 2020, con una visione innovativa che unisce performance, video-arte e installazione. Dopo aver calcato palcoscenici internazionali e spazi d’arte non convenzionali, tornano al teatro per contaminare i linguaggi artistici in un percorso in continua evoluzione.
Necessaria la prenotazione: https://oooh.events/evento/aujourdhui-est-le-meilleur-jour-de-ma-vie-big...
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