WITCH IS
di Landi/Mignemi/Paris
Drammaturgia Francesca Mignemi
Regia Virginia Landi
Con Giorgia Iolanda Barsotti, Eleonora Paris, Cristiana Tramparulo
Costumi Rossana Gea Cavallo
Musiche e Sound design Andrea Centonza
Light design Laura De Bernardis
Produzione Z.I.A. – Zona Indipendente Artistica
Con il supporto di Centro di residenza Toscana Armunia-CapoTrave/Kilowatt
Scrivo dalla sponda delle brutte, per le brutte, le vecchie, le camioniste, le frigide,
le malscopate, le inscopabili, le isteriche, le tarate, per tutte le escluse dal mercato della gnocca.
E inizio da qui perché sia chiaro: non mi scuso di niente, non vengo a lamentarmi.
King Kong Theory, Virginie Despentes
Witch is è uno spettacolo-concerto che riflette sulla figura della Strega, considerandola il risultato di una campagna di criminalizzazione della sessualità e del corpo femminile, durante lo sviluppo e l’affermazione della società capitalistica.
Ancora oggi il corpo delle donne è campo di battaglie politiche e sociali, per questo lo spettacolo si propone di ripercorrere il processo di creazione della Strega come archetipo di donna mostruosa, demonizzata perché padrona del proprio corpo e della propria sessualità.
Le fonti principali del lavoro sono il Malleus Maleficarum, scritto nel 1487 dai teologi dominicani Heinrich Krämer e Jacob Sprenger, un manuale che traccia le linee guida per definire chi è una strega, come catturarla ed eliminarla; e Calibano e la strega di Silvia Federici, saggio che svela come la caccia alle streghe fu una vera e propria guerra contro le donne, per annientare il loro potere sociale. Fu un attacco alla resistenza che le donne, povere e contadine in particolare, opposero all’espandersi dei rapporti capitalistici. Streghe erano tutte quelle donne che non rientravano in un criterio di “normalità” e che esercitavano la propria sessualità fuori dal vincolo della procreazione: donne sole, anziane, mendicanti, levatrici, guaritrici, prostitute, adultere, donne che abortivano o praticavano l’aborto.
La Strega diventa non soltanto una figura ma un luogo in cui storia, folklore, vittime e carnefici si incontrano. Tre attrici in scena hanno poco più dei loro corpi e delle loro voci per far “accadere le cose”. Creano dal nulla attraverso quello che dicono, come solo il teatro (e la magia) permettono di fare. Sono streghe. Sono streghe?
Lo spettacolo attraversa tre punti di vista: quello degli inquisitori, di donne accusate di stregoneria e, infine, di donne che abitano il nostro presente e che riflettono sul proprio corpo e sul rapporto che hanno con esso. La parola viene esplorata in tutte le sue possibilità espressive e sonore: si fa poesia, canzone rock, filastrocca, formula magica, confessione, strumento di tortura. Le attrici suonano, cantano e ballano, creano piccoli momenti rituali per raccontare non una storia ma più storie. Frammenti, tasselli di puzzle che, più che completare un unico ritratto della Strega, gettano luce sui pezzi mancanti. Perché Strega per noi è quello che non c’è più o viene censurato. Strega è quello che resta dopo il rogo: la puzza, la cenere, il giudizio, lo stordimento, l’eco di un urlo nelle orecchie, la paura che, prima o poi, possa toccare a noi.
Progetto finalista al bando Regist* Under 35 della Biennale Teatro di Venezia 2022
Consigliata caldamente la prenotazione a questo link:
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